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‘La mamma aveva ragione: mangia le verdure e non sputare!’. Cosa fare per il benessere del cavo orale.

La salute del cavo orale è fondamentale per il benessere e la salute generale della persona. Le condizioni di salute della bocca, infatti, influenzano tutto il nostro organismo, dalla postura all’apparato digestivo. I denti, non servono solo per la masticazione vera e propria degli alimenti, ma ricoprono una funzione importante anche nella digestione. Inoltre, la posizione dei denti nella bocca ha un ruolo anche nella fonazione, per non parlare dell’importanza del sorriso nella nostra vita relazionale.

Il 60% della popolazione adulta italiana (di età superiore ai 35 anni) è colpito da forme lievi di infiammazioni gengivali mentre il 10-14% è colpito da forme gravi o avanzate di patologie a carico della bocca. Le malattie del cavo orale colpiscono buona parte della popolazione italiana e nella maggior parte dei casi potrebbero essere evitate prestando maggiore attenzione alla prevenzione. Le patologie a carico di denti e gengive, infatti, sono provocate per lo più dai batteri contenuti nella placca dentaria che si accumula sui denti a causa di stili di vita scorretti, come ad esempio un’alimentazione troppo ricca di zuccheri o una mancata igiene orale.

La prevenzione consiste nel mantenere la bocca in salute mettendo in pratica norme e abitudini quotidiane fondamentali quali ad esempio corretta igiene orale e visite specialistiche di controllo effettuate periodicamente. Questi comportamenti riducono il rischio di patologie a carico di denti e gengive e possono essere coadiuvati dall’utilizzo della Fitoterapia. Piante, spezie o alimenti (nutraceutici) hanno infatti conclamata attività antibatterica, antiinfiammatoria o addirittura antitumorale. Fin qui tutto sembra tutto ovvio, ma non abbiamo considerato che nella bocca abbiamo enzimi e batteri che sono molto utili nel preservare la nostra salute. Basti pensare che i vegetali che contengono nitrati vengono metabolizzati da alcuni batteri della saliva, annidati proprio sulla lingua,  in nitriti, i quali a loro volta una volta nello stomaco (pH acido) sono ridotti a NO2, NO e N2O3. L’NO preserva lo stomaco, entra in circolo ed aumenta la concentrazione di Nitriti e Nitrati ematici. Il risultato è vasodilatazione e forte abbassamento della Pressione ematica. Questo ci fa capire che l’uso eccessivo ed indiscriminato di disinfettanti del cavo orale o antibatterici (ad esempio coluttori) è dannoso per la nostra salute in quanto porta a disattivazione di questi batteri che regolano il sistema cardio-circolatorio. Nel 2008 sulla rivista Hypertension. (2008;51:784-790) il Dott. Webber ed altri hanno pubblicato l’articolo in cui viene spiegato questo meccanismo della via dell’ossido nitrico, attivata da batteri della saliva, dal succo di barbabietola rossa ricca di nitrati, sulla pressione arteriosa di soggetti sani che veniva abbassata sensibilmente dopo 30 minuti dall’assunzione di questo succo. Si riscontrava, contestualmente all’abbassamento pressorio, un notevole innalzamento dei nitriti ematici dei soggetti volontari. E, nel commentario a questo articolo David A. Wink e Nazareno Paolocci in maniera scherzosa pubblicano le osservazioni dal titolo: ‘la mamma aveva ragione: mangia verdura e sii educato, non sputare!’ evidenziando l’importanza della saliva e della sua attività nella regolazione della salute. Mettono anche in rilievo che tale meccanismo presuppone un buono stato di salute del cavo orale ed è collegato proprio all’essere in ‘salute’. Bisogna quindi trovare un buon equilibrio tra igiene orale e il saper preservare quelle che sono le normali difese dell’organismo, atte a preservare il nostro stato di salute.

Verranno qui di seguito analizzati sia fitoterapici utilizzati nella disinfezione del cavo orale, che una tecnica molto in voga e pratica, l’oil pullig, sia spezie e nutraceutici che hanno mostrato attività farmacologica antitumorale nelle affezioni del cavo orale.

La fitoterapia è quella pratica che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere psicofisico. Il termine risale ai primi del ‘900 grazie al medico francese Leclerc (1870-1955).

In natura sono moltissime le piante che possiedono attività terapeutica e sono chiamate Piante Medicinali, ampiamente studiate  dalla Botanica Farmaceutica. Sono erbe, arbusti, foglie, rizomi, radici, bacche, frutti, tuberi, bulbi, infiorescenze, resine, cortecce, utilizzati da moltissimi anni di cui le attività terapeutiche rientrano nella tradizione d’uso. Sono quindi scelte in base alle indicazioni e alla loro specificità d’azione, ad esempio ci sono estratti di piante indicati per problematiche della pelle, altri per disturbi delle vie aeree o delle vie urinarie o dell’apparato gastro-intestinale. Sul loro utilizzo fa chiarezza Piergiorgio Chiereghin, farmacista di Bolzano, titolare di Farmacia munita di laboratorio galenico, autore di diversi volumi in cui spiega come arrivare al rimedio naturale partendo dal sintomo e come utilizzare al meglio le piante per curare problemi di salute. In questo tipo di approccio, quello fitoterapico puro, per la prevenzione e la cura o anche il semplice mantenimento del benessere del cavo orale, si utilizzano piante che hanno attività antisettica locale, quindi sotto forma di tinture per toccature o sciacqui o di oli essenziali, gel, paste adesive, succhi di piante fresche sempre da utilizzare localmente.

I Chiodi di garofano sono i bocciolini essiccati di Eugenia Caryophillataricchi di eugenolo, principio con note proprietà antisettiche e analgesiche e dal profumo balsamico molto intenso.

 Possono essere impiegati sia in infuso sia sotto forma di olio essenziale  per la disinfezione del cavo orale dagli attacchi di gengiviti, afte, infiammazioni della gola; l’ olio essenziale è utilizzato in molti dentifrici per proteggere le gengive.

Il Bergamotto, Citrus Bergamia, è una pianta dalle mille sfaccettature, dal profumo fresco e suadente; il principio attivo è l’olio contenuto nella buccia (esocarpo) del frutto. E’ utilizzato in molti rimedi per le sue proprietà ipocolesterolemizzanti, antinfiammatorie e disinfettanti.

Il bergamotto è infatti un efficace antibatterico del cavo orale, e può essere impiegato per contrastare problemi di alitosi; il suo sapore inoltre si sposa perfettamente con alcune bevande nervine come il tè e può essere impiegato in sostituzione del limone.

L’olio essenziale di Melaleuca, più comunemente conosciuto come Tea Tree Oil, estratto dalle foglie della pianta, è un battericida molto efficace, soprattutto in caso di presenze micotiche, herpes labiale, afte, gengiviti, cistite, candidosi, ma anche mal di gola!

L’azione antiparassitaria della pianta si esplica anche contro i pidocchi sia su bambini e adulti sia su animali.

La Melaleuca è un rimedio molto ben declinabile nella sua formulazione in olio essenziale e può essere miscelato allo sciroppo per la gola: due o tre gocce sono un potente strumento per proteggerci e difenderci da batteri, funghi sia per uso esterno sia per uso interno.

Il Timo è un antibatterico ed un antibiotico naturale. Il suo principio attivo, il Timolo, un olio contenuto nelle Foglie e nelle Sommità Fiorite, agisce anche come potente antiparassitario. Vediamo come utilizzarlo al meglio per evitare facili irritazioni che questo potente rimedio può causare.

Il Timo può essere assunto in infuso per disinfettare le prime vie aeree e contrastare infezioni bronchiali importanti; è infatti efficace contro Streptococchi, Staffilococchi e Pneumococchi ed Enterococchi.

L’Olio essenziale di timo è di gestione più difficile e deve essere sempre ben veicolato e mai usato puro, soprattutto se il chemiotipo è il linolo, dalle potenti proprietà antibatteriche.

Per uso esterno è ben utilizzare un olio vettore ricco, come l’olio di mandorle dolci o di germe di grano in cui sciogliere una o due gocce di olio essenziale di timo; la miscela può essere utilizzata per disinfettare i piedi, le unghie qualora si soffra di presenze fungine, può essere spalmata sui bronchi e sulla gola per sciogliere catarri.

Per uso interno è meglio preferire un olio essenziale di Timo con chemiotipo più leggero come il tujanolo o il geraniolo: una goccia in un cucchiaio di miele per disinfettare la gola.

Un altro approccio da non sottovalutare, sia per l’economicità che per la facilità nel reperire le materie prime, è  l’oil pulling che consite in una semplice pratica di pulizia e igiene della bocca e del cavo orale, attraverso risciacqui con olio. I benefici di questa pratica si manifestano sia su denti e gengive, ma anche sul cavo orale nella cura e prevenzione di bronchiti, tosse, mal di gola, raucedine e raffreddore, attraverso l’eliminazione dei batteri che le causano.

L’oil pulling aiuterebbe anche ad eliminare il muco in eccesso dai seni mascellari e paranasali, prevenendo alitosi e formazione di patologie dentali e gengivali, tra cui tartaro e carie. 

Si utilizzano oli tra cui olio di girasole, spremuto a freddo e di buona qualità, ancora meglio se proveniente da coltivazioni biologiche;  olio di sesamo, olio d’oliva o olio di cocco (quest’ultimo molto apprezzato in USA e Inghilterra) oppure gel di aloe vera.

E’ considerata una tecnica disintossicante e di cura della persona che si può praticare tranquillamente a casa, in modo semplice, indolore, economico e pratico.

A stomaco vuoto e prima di lavarsi i denti, preferibilmente la mattina – volendo si può praticare prima del pranzo, della cena o appena prima di coricarsi, sempre a digiuno – si mette in bocca un cucchiaio da tavola di olio vegetale spremuto a freddo.

Si inizia muovendolo lentamente nella bocca, quindi si “mastica” e poi si fa scorrere tra i denti, spingendolo avanti e indietro. Si noterà che il risciacquo parte in modo molto denso, proprio per la viscosità dell’olio, ma diventa via via sempre più liquido e fluido, poiché l’olio si mescola con la saliva. 

La pratica vorrebbe che si proseguisse con il risciacquo per circa 10-15 minuti, ma, soprattutto le prime volte, già cinque minuti sono tanti. L’olio viene quindi sputato, non si deve assolutamente ingoiare, e si procede con un bel risciacquo della bocca con acqua tiepida per poi lavarsi i denti e la lingua.

Non si possono assumere liquidi se non acqua i venti minuti dopo e prima dell’oil pulling. Così facendo l’olio agisce raccogliendo batteri e tossine e portandoli fuori dal corpo. 

L’oil pulling, pratica di norma quotidiana, si può praticare anche più volte nel corso della stessa giornata, soprattutto in periodi di malattia, raffreddamento, tosse o mal di gola. 

Esiste anche il sito dedicato, si chiama Oilpulling.org. Il Dr. Rao ha iniziato a studiare e diffondere questa terapia dopo essere stato ispirato dalle pubblicazioni del medico russo Dr. Med Karch.

Ma passiamo alle evidenze scientifiche. Secondo uno studio su the effect of oil-pulling on the reduction of total count of bacteria: pare ci sia stata “una notevole riduzione del numero totale di batteri da carie dentale, che producono anche l’alitosii. La pratica dell’oil pulling, ha ridotto sensibilmente la possibilità di contrarre la carie dentale”, conclude il testo.

In un altro studio controllato, sembrerebbe anche che l’effetto dell’oil pulling con olio di sesamo sia risultato essere equivalente alcollutorio clorexidina nella riduzione della placca dentale e sul miglioramento dell’indice delle scorie gengivali generale.

L’ultimo ‘gruppo’ di sostanze attive sulla bocca che merita di essere menzionato è quello dei nutraceutici. I Nutraceutici sono alimenti, puri o veicolati, che hanno effetti sulla salute paragonabili a quelli del farmaco. Anche se di origine vegetale, fanno parte della nostra alimentazione comune e non vengono usati sotto forma di oli essenziali o tinure da applicare localmente, bensì vengono ingeriti. D’altronde nel 431 a.c. Ippocrate suggeriva di fare in modo che il cibo diventasse la nostra medicina. La natura quindi ci ha aiutato mettendoci a disposizione sia una varietà enorme di piante medicinali e che altrettante varietà di cibo, che fin dai primi anni della sua comparsa sul pianeta, l’uomo ha usato come cura. Ma negli ultimi 60 anni abbiamo dimenticato le origini dei medicamenti a causa del crescente ed imponente sopravvento dei prodotti farmaceutici industriali. Bisogna però tenere conto del fatto che mentre i farmaci commerciali hanno un costo, il cibo, le spezie e le piante, che hanno effetti positivi  documentati  sulla salute, non rappresentano per la società e per l’economia familiare un costo aggiuntivo e soprattutto non sono tossici per l’organismo, cioè non manifestano tutta quella serie di effetti collaterali che caratterizzano qualsiasi specialità medicinale.

Negli ultimi anni si è notato un significante shift verso la rivalutazione e l’utilizzo degli alimenti che ha condotto alla terapia alternativa per potenziare lo stato di benessere dell’uomo grazie all’utilizzo di prodotti naturali che possono essere consumati in tutta sicurezza. Alcuni elementi di derivazione alimentare presentano una serie di effetti tra cui quello antiinfiammatorio, antibiotico, di potenziamento del sistema immunitario e antitumorale. Un’alimentazione ricca di vegetali (più di 440g al giorno) riesce a prevenire più del 20% dei tumori. La WHO (World Health Organizzation) ha rilevato che circa il 15% dei tumori orofaringei è dovuto a carenze o squilibri alimentari. E’ stata rilevata, inoltre, una forte correlazione tra scarso consumo di antiossidanti e fibre e carcinoma a cellule squamose in diversi continenti quali USA, Asia ed Europa. Sono numerosi infatti gli studi che hanno rilevato che queste sostanze agiscono come chemiopreventive  e chemioterapiche.

Lo studio clinico che ho preso in esame, pubblicato nel 2015 sul CNR (clinical nutrition research) ad opera di ricercatori Indiani, ha messo in evidenza le attività di Curcuma, Aglio, Zenzero, Miele e Pomodoro sulla salute del cavo orale.

La Curcuma è una pianta perenne, la Curcuma longa, appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae. Il suo principio attivo è la Curcumina, presente nel rizoma, che in seguito ad ingestione viene metabolizzata a livello intestinale ed escreta attraverso la bile. Ha struttura fenolica quindi è un antiossidante, altera l’attività del Glutatione sierico e della Superossidasi, riduce la perossidazione lipidica e blocca le specie reattive dell’ossigeno. Possiede sia attività ossidante che pro-ossidante, è il composto più attivo nel mantenere l’omeostasi fisiologica per cui il risultato è la prevenzione di patologie. L’attività antiinfiammatoria si manifesta abbassando i livelli di istamina ed aumentando la produzione di cortisone naturale mentre l’attività anticoagulante si manifesta con il blocco dell’aggregazione piastrinica. Ma il suo effetto principale è quello antitumorale dovuto ad una marcata azione inibitoria di linee cellulari di diversi tumori quali quelli del grande intestino e delle ossa, la leucemia e quelli maligni dell’epitelio orale. In diversi studi la Curcumina ha inibito la proliferazione cellulare ed ha portato all’accumulo di cellule nella fase G2/M del ciclo cellulare. Uno studio specifico che mette in relazione la curcumina ed i tumori orali ha messo in evidenza che la curcumina, sia introdotta con la dieta che applicata localmente, può ridurre sensibilmente la formazione di addotti al DNA ed il numero stesso degli addotti è diminuito sensibilmente dalla presenza di curcuma o curcumina. L’aspetto più importante è che la Curcumina ripara i frammenti di catene di DNA spezzate nelle cellule periferiche; riesce a disattivare i cancerogeni del tabacco e a livello molecolare la curcumina sopprime il fattore promotore del tumore il NFkB, molecola proinfiammatoria coinvolta nella patogenesi del cancro, e sopprime anche la proteina dell’apoptosi (AP)-1. La Curcumina riduce con meccanismo di down-regolation l’espressione dell’NFkB, della COX-2 e dello STAT3 fosforilato nelle cellule mononucleari ematiche dei pazienti affetti da mieloma multiplo. In definitiva la Curcumina riesce sia ad up-regolare i geni deputati ad arrestare la crescita cellulare sia a down-regolare i geni deputati alla proliferazione delle cellule cancerose. Allo stesso tempo inibisce efficacemente le metastasi nel cancro delle cellule dell’epitelio orale. La sua attività si esplica anche con l’inibizione dell’attivazione delle cellule dell’infiammazione dando sollievo a pazienti affetti da gengivite e parodontite.

L’aglio (Allium sativum L.) è una pianta coltivata bulbosa usata a scopo terapeutico per le proprietà attribuitegli dalla scienza e dalle tradizioni popolari. Il suo odore caratteristico è dovuto a numerosi composti organici di zolfo tra cui l’alliina ed i suoi derivati, come l’allicina ed il disolfuro di diallile.

L’allicina presenta un gruppo funzionale tiosulfonato (R-S(O)-S-R), non presente nell’aglio finché questo non viene tagliato o pestato e formato dall’azione dell’enzima alliina liasi o alliinasi, sull’alliina, il solfossido della cisteina, un amminoacido non proteinogenico poco stabile in condizioni standard.

Quando il bulbo è rotto, spezzettato, pestato o diversamente processato a scopi tecnologici, l’allicina viene rilasciata ed interagisce con l’enzima presente nei vacuoli cellulari adiacenti. Il contatto tra alliina e alliinasi porta alla formazione per idrolisi di intermedi reattivi (acidi solfenici come l’acido allilsolfenico), che si autocondensano velocemente a formare vari tiosulfonati, dei quali mediamente l’allicina rappresenta il 70%.

Numerosi studi hanno dimostrato che l’aglio, se consumato in grandi quantità, diminuisce il rischio di contrarre tumori al colon e allo stomaco e inibisce la crescita e lo sviluppo di cellule tumorali. E’ stato dimostrato che l’estratto acquoso di aglio fresco induce apoptosi nelle cellule cancerose e previene l’insorgenza del carcinoma orale. Riesce a catturare i radicali liberi aumentando i livelli di Glutatione, aumentando l’attività di enzimi quali la Glutatione S Transferasi e la Catalasi, inibendo la Citocromo P450 ed inducendo meccanismi di riparazione del DNA e allo stesso tempo previene danni cromosomiali. Quindi è un’ottima alternativa terapeutica alla terapia convenzionale nel cancro invasivo. Sono stati presi in esame anche cerotti transdermici imbibiti di aglio ed è stato dimostrato che possono essere utilizzati nel trattamento delle ulcere orali ricorrenti. I cerotti sono stati prodotti ed applicati sulle lesioni ulcerose del cavo orale in bambini di 1-4 anni. L’aglio possiede grande attività antibatterica nei confronti dei Gram + e dei Gram -, virus, funghi e parassiti, è stato quindi anche testato per uso topico per sconfiggere verruche e infezioni dermatologiche.

Lo Zenzero (Zingiber officinale) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Zingiberaceae. La parte attiva è il rizoma che contiene i principi attivi della pianta: olio essenziale (composto in prevalenza da zingiberene), gingeroli e shogaoli (principali responsabili del sapore pungente), resine e mucillagini, e presenta in modo più pronunciato il sapore e l’aroma tipico che lo vedono ampiamente utilizzato come spezia, specie in forma essiccata e polverizzata, o fresco in fette sottili. Il principio attivo più abbondante è il gingerolo, che può essere convertito in shogaolo, zingerone e paradolo con attività antiossidanti, antiinfiammatorie, anticancerose, antiangiogenetiche ed anti aterosclerotiche. La Medicina Ayurvedica infatti lo vede utilizzato nella cura di reumatismi, gengiviti, mal di denti, diabete etc. La forte azione antiossidante dello zenzero è dovuta alla sua attività simile alla SOD (superossido dismutasi) per cui riesce a contrastare l’effetto delle specie reattive dell’ossigeno: anioni superossido, perossile, e radicali dell’ossido nitrico. La sua attività antiossidante è sfruttata utilizzandolo nella terapia antiulcera. L’attività antiinfiammatoria invece è dovuta all’inibizione della cascata enzimatica dell’acido arachidonico via COX e lipoossigenasi (LOX). Molti studi hanno dimostrato che i gingeroli e gli shogaoli possono agire come i FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei). L’estratto di zenzero è in grado di inibire l’attivazione indotta dai lipopolisaccaridi dei macrofagi mediante inibizione delle citochine pro-infiammatorie che vengono liberate nel sito dell’infiammazione e l’inibizione delle chemochine. Si è visto anche che diminuisce la proliferazione delle cellule T e di conseguenza diminuisce la produzione di IL-2 e di INF-γ. Possiede una citotossicità dose-dipendente sulle cellule del carcinoma del cavo orale indicendo l’apoptosi caspase-3 mediata. E’ favoloso nel prevenire la crescita tumorale e le metastasi.Il gingerolo ha attività antimicrobica dose-dipendente e studi dimostrano che è anche un agente antifungino ed antivirale nonché un antitrombotico agendo direttamente sui trombossani. Per tutte queste proprietà viene utilizzato sia nel trattamento del mal di denti che come stimolatore della salivazione nelle candidosi orali, nelle infezioni da virus e herpes simplex 1.

Il miele è considerato sia un alimento che un medicamento. Si tratta del Miele di Tualang, il Miele della giungla multifloreale malese; prodotto esclusivamente dall’ Apis dorsata, che costruisce alveari su rami di alti alberi di Tualang che si trovano principalmente nella regione nord-occidentale della penisola malese. Ha uno dei più bassi indici glicemici di tutto il miele presente in natura, nonostante il suo sapore sia dolce e saporito; mangiandolo infatti non aumenta la glicemia tanto quanto fanno gli altri mieli. Il suo IG equivale alla metà di quello dello zucchero da tavola ed è persino inferiore rispetto a quello del pane bianco, rendendolo un’alternativa perfetta e super salutare al saccarosio e può essere facilmente incorporato in qualsiasi dieta o ricetta. Ma il più grande punto di forza sono le proprietà antimicrobiche, che si dice siano persino migliori del miele di Manuka. E’ costituito infatti da acidi organici, amminoacidi, proteine, minerali, polifenoli e composti aromatici. E’ un antibatterico, antivirale e antiparassitario. Ha attività battericida e batteriostatica ed è molto attivo nei confronti dei batteri Gram + quali A. pyogenes. S. mutans, S. aureus. Ha dimostrato avere una forte attività antibatterica perché contiene pochissima acqua ed ha un pH basso; contiene anche Glucosio Ossidasi che produce perossido d’idrogeno dalla notevole attività antibatterica. Studi dimostrano che l’ingestione di miele può inibire la crescita di batteri responsabili della carie; l’amilasi presente nel miele inoltre inibisce lo sviluppo della placca dentale, delle gengiviti e della parodontite; l’attività antifungina si manifesta a seguito a blocco della C. albicans sempre grazie all’attività dell’amilasi ed all’ effetto osmotico al quale consegue un aumento della concentrazione di zucchero con conseguente inibizione dell’attività fungina. L’attività antivirale nei confronti dell’Herpes labiale è dovuta invece all’attività chemiotattica nei confronti dei neutrofili così come l’attività antiossidante si manifesta con la disattivazione dei radicali liberi e con la contestuale prevenzione del rilascio dei radicali dai tessuti infiammati. Quest’ultima come dicevamo, è dovuta alla presenza dell’enzima Glucosio Ossidasi, ma con esso troviamo anche la Catalasi, l’Acido Ascorbico e i Flavonoidi. Allo stesso tempo il miele favorisce l’assorbimento e l’attività di diverse sostanze antiossidanti quali la Vitamina C (47%), il Carotene (3%), l’Acido Urico (12%), la Glutatione Reduttasi (7%). In definitiva quindi l’attività antiossidante del miele è responsabile della sua attività preventiva nei confronti di molte patologie incluso il cancro. Sono noti gli effetti del miele Tualang nei confronti del carcinoma spinocellulare orofaringeo a basso rischio (OSCC) e dell’osteosarcoma. I ricercatori hanno dimostrato che agisce mediante apoptosi sulle linee cellulari di OSCC e HOS (sarcoma osteogenico umano) agendo come sostanza antiproliferativa: l’apoptosi è dovuta alla down-regolation della proteina p53 modulando l’espressione delle proteine pro ed anti-apoptosi. Il blocco della crescita cellulare avviene nella fase sub-G1 del ciclo cellulare.

Altri studi mettono in evidenza che derivati solubili del miele, come ad esempio la propoli ed i composti fenolici associati, hanno effetto anti-metastasi. Quando il miele viene assunto per via orale esso attiva il sistema immunitario stimolando gli anticorpi nella risposta immunitaria primaria e secondaria. Stimola anche la produzione di citochine infiammatorie. Il Miele di Manuka è un miele monofloreale, quindi prodotto da una sola pianta, la Manuka appunto, o più precisamente la Leptospermum scoparium, presente in Australia e Nuova Zelanda. Questo prodotto, sotto forma simile alla marmellata, aumenta i fattori di necrosi tumorale TNF-α, IL-1β, IL-6 stimolando i monociti. Avendo i soggetti con sistema immunitario compromesso maggiore facilità nel contrarre patologie tumorali, l’utilizzo costante di miele può aiutarli considerando anche che la presenza di polifenoli quali crisina, galargina, quercitina, acacetina, pinocembrina, pinobancsina ed apigenina conferisce al miele grande attività antiproliferativa. Inoltre a questi effetti si sommano anche quello anti-ulceroso, anti-lipidico, anti-aterogenico, anti-trombotico, immunomodulatore ed analgesico. L’azione antimicrobica si espleta con l’inibizione della produzione di NO, la produzione di lipopolisaccaridi che inducono l’NO. L’attività dell’anetolo, infine, è grande nei confronti del virus Herpes simplex-1 resistente all’aciclovir.

L’ultimo nutraceutico che vi presento è il Pomodoro. L’American Cancer Society nel definire le linee guida raccomanda, tra i punti fermi, il consumo di frutta e verdura nella quantità di 5 porzioni al giorno. Sono prodotti vegetali e sono colorati in base alla presenza di determinate sostanze colorate che presentano notevole attività antiossidante. Il Pomodoro è ricco di licopene, pigmento naturale sintetizzato dalle piante e dai microorganismi. Non può invece essere sintetizzato ex-novo dal corpo umano quindi nell’uomo deve essere introdotto con la dieta. E’ prevalentemente presente nella mucosa della bocca ed una volta ingerito passa immediatamente nel circolo ematico. E’ un isomero aciclico del β-carotene, abbondante nella frutta rossa e nei vegetali come papaia, anguria, carote e uva. Il suo effetto anticancerogeno si manifesta tramite un meccanismo non ossidativo che prevede la regolazione delle gap-junction cellulari. La potenza nel disattivare le specie reattive dell’ossigeno è due volte superiore a quella del β-carotene e dieci volte superiore rispetto a quella della Vitamina A. Disattiva i radicali liberi che derivano dallo stress ossidativo che causa danno al DNA; disattiva quindi anche i radicali liberi che sono responsabili della perossidazione lipidica prevenendo il danno tissutale. Un’ulteriore meccanismo dell’azione antitumorale è quello della soppressione della forsforilazione cancro-indotta della proteina p53, Rb antioncogene ed il blocco della divisione cellulare nella fase G0-G1 del ciclo cellulare. Agisce inoltre come agente antiproliferativo mediante l’inibizione del fattore di crescita e riducendo quindi la capacità proliferativa delle cellule. La modulazione del sistema immunitario è mediata dalla regolazione della differenziazione delle cellule T e l’attività antitumorale si manifesta anche con l’induzione dell’apoptosi degli enzimi con attività metabolica delle cellule cancerose. Numerosi studi dimostrano che il licopene ha effetti positivi su OSFM (Oral Submucous Fibrosis) e OL (Oral Luplakia); nel primo diminuisce la crescita anormale dei fibroblasti e con meccanismo di up-regolation migliora la resistenza dei linfociti allo stress. E’ stato dimostrato  che, da solo o in associazione a steoridi, se iniettato nella lesione ha effetti positivi nell’apertura della bocca e nello stesso tempo può aiutare ad alleviare la sensazione di calore. Per questi motivi il licopene è stato designato come effettivo, sicuro ed affidabile farmaco nel trattamento di OSMF.  Ulteriori studi hanno dimostrato che può essere risolutivo nell’OL in quanto ha effetto protettivo sulle cellule difendendole dal danneggiamento e dalla progressione della displasia e di conseguenza può essere raccomandato anche nel trattamento di OL.

 

 

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